Navaratri : celebrare la Grande madre
Celebrare la vita

Navaratri, letteralmente “le novi notti” è una festività celebrata in India due volte l’anno, nel mese di chaitra (aprile – maggio) e asvayuja (settembre – ottobre), nei due periodi cruciali di cambiamento della natura: l’inizio della primavera e l’inizio dell’ autunno.
Vi si onora la Maha Devi o Shakti, il sacro potere femminile. La Shakti, di cui vi ho già parlato qui, L'energia femminile e la sua rappresentazione nella cultura indiana rappresenta l’aspetto immanente del divino, il suo potenziale espressivo. All’ interno dell’immensa e variegata tradizione spirituale indiana viene simboleggiata nella forma di innumerevoli dee che, semplificando una complessità non sempre facile da descrivere, possono essere ricondotte a tre dee principali : Saraswati, Lakshmi e Parvati, rispettivamente consorti di Brahma, Visnu e Shiva.
Ognuna di queste dee rappresenta qualità intime dell’Essere e in quanto tali presenti di ognuno di noi. Le dee simboleggiano le nostre attitudini, la nostra volontà, il nostro potenziale espressivo.
Il mito
La festa di Navaratri trova origine, come molte altre feste indiane, nel mito. Si racconta che il demone Mahisha dopo un lungo periodo di penitenza e ascesi ricevette dal Dio Brahma, come premio, la possibilità di non venir ucciso per mano di uomo o Dio. Confidando nella sua immortalità il demone iniziò a praticare ogni genere di angheria seminando il terrore in tutte e tre i mondi.
Gli Dei iniziarono a preoccuparsi e chiesero consiglio alla Maha Devi, che fece notare che nella promessa fatta dal Dio non era stata menzionata una figura femminile. Nacque così Maha Durga, una Dea guerriera potentissima che ricevette in dono le armi di tutti gli Dei. Durga affrontò l’asura Mahisha e in nove notti lo uccise.
Durante la celebrazione di Navaratri si celebra la forza della dea e il suo potere. In alcune tradizione le prime tre notti sono dedicate a Durga, la manifestazione terrifica di Parvati: la Dea rappresenta la forza, la tenacia, la nostra capacità di far fronte ad ogni ostacolo. Le successive tre notti viene celebrata Lakshmi, la Dea dell’abbondanza, rappresenta tutte le nostre qualità più espansive: l’empatia, la bontà, la gratitudine. Le ultime tre notti viene celebrata Saraswati, la Dea delle arti e della conoscenza profonda, rappresenta la limpida e intuitiva consapevolezza spirituale.
In altre tradizioni le nove notti celebrano nove manifestazioni della stessa Durga, simboleggiandone gli aspetti più complessi e le innumerevoli manifestazione del potere trasformativo.
L’ultima notte è chiamata vijayadashamani, il decimo giorno della vittoria ed è il culmine della festa. Nelle strade vengono portate in processione effige delle Dee, vengono bruciate immagini del demone, si canta, si danza e si recitano mantra di buon augurio.
Le nove notti di Navaratri rappresentano il cammino di ognuno di noi verso la realizzazione spirituale, il percorso che ci muove dall’ignoranza alla consapevolezza.
La Dea sconfigge tutte le nostre tendenza limitanti, ci connette con la volontà di celebrare la bellezza della vita attraverso le nostre qualità più espansive e infine ci aiuta, attraverso la consapevolezza, lo studio, l’ascolto profondo a fare esperienza della nostra vera natura e a manifestarci in modo autentico.
Celebrare Navaratri vuol dire celebrare la vita, attraverso tutte le sue forme. Ci hanno abituato a credere che spirito e materia siano principi opposti, ma in realtà non è così. Siamo esseri incarnati, ogni nostra esperienza, anche la più mistica, viene vissuta nel corpo. Nel Tantra si dice: “E’ solo la madre che ti può condurre a conoscere il Padre” , perché è grazie alla vita che noi facciamo esperienza di ogni nostro aspetto, compresa la nostra natura divina. Più impariamo a celebrare la vita, a valorizzarla, riconoscendone l’immenso valore, più ci avviciniamo alla vera natura di ogni cosa.
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